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29-09-2017 / 05-10-2017
Circuito del dono: itinerari di lettura
Mercoledì 4 ottobre 2017 - Giorno del Dono


Il prossimo 4 ottobre le associazioni del dono Avis, Fidas, Admo e Aido insieme a Piacenza per celebrare il dono di sé a bordo di una splendida corriera vintage. Ad ogni tappa, un brano letto ad alta voce, come si faceva una volta per tramandare le storie più importanti.

Il 4 ottobre è il Giorno del Dono, ricorrenza recentemente istituita dal Parlamento italiano e dedicata a chi fa del dono una pratica, che coincide con la festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e già anche giornata della pace e della fraternità. Scuole, comuni, associazioni, imprese e cittadini insieme per costruire la mappa dell’Italia che dona, un Paese capace di reagire alle difficoltà mettendo al centro la bellezza del dono in tutti i suoi aspetti e di portare avanti la riflessione sull’importanza della buona donazione.

Al #DonoDay2017 non potevano mancare le principali Associazioni del dono della nostra Regione: Admo, Aido, Fidas e ovviamente Avis, che hanno deciso di promuovere un evento comune in cui riflettere e raccontare quanto il dono sia nutriente: sia per chi lo fa che per chi lo riceve.

L’evento “Circuito del dono: itinerari di lettura” sarà ospitato nella città di Piacenza. 

A partire dalle ore 17.30 e fino alle 20 circa, una storica corriera trasporterà i lettori/narratori delle storie, i rappresentanti delle associazioni promotrici, le autorità locali che hanno aderito e i cittadini che, interessati o solo incuriositi, vorranno condividere questa esperienza.

Ad ogni sosta del tour si darà spazio alle letture, in modo da coinvolgere quanto più pubblico possibile: romanzi, saggi, raccolte e molto altro. Perché il dono è raccontato in molte storie e molte storie parlano di dono. Leggere o narrare una storia è un rito antico e magico che crea connessioni ed empatia tra chi legge e chi ascolta.

È un’opportunità per ribadire che il dono di sé non è solo una pratica ma una cultura. È un modo di vivere e di intendere il proprio posto in relazione a gli altri.

 

 È inoltre un modo per affermare, in questi tempi in cui tutto pare essere commercializzabile, che ciò che viene dal nostro corpo non si vende e non si compra: semplicemente si dona, per il bene di tutti.


 
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