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18-04-2011 / 01-05-2011
Trattamento fiscale dei dipendenti assenti dal lavoro per donazione




Riportiamo di seguito alcuni importanti chiarimenti circa la donazione di sangue dei dipendenti e il relativo rimborso della giornata lavorativa da parte dell'INPS.

Al lavoratore dipendente che cede il proprio sangue gratuitamente viene concessa una giornata di riposo che viene indennizzata.

In caso di donazione di sangue, al lavoratore spetta la giornata di riposo normalmente retribuita purché:
- il prelievo sia effettuato presso Centri autorizzati dal Ministero della Sanità (Centro di raccolta fisso o mobile, Centro trasfusionale o Centro di produzione di emoderivati);
- sia effettuato un prelievo minimo di 250 grammi.
 
 
La giornata di riposo retribuita spetta:
- a tutti i lavoratori dipendenti con qualsiasi qualifica, assicurati presso l'Inps;
- indipendentemente dal settore lavorativo.
 
 
Non spetta:
- ai lavoratori autonomi;
- ai lavoratori che versano contributi nella gestione separata.
 

In caso di donazione di sangue, il lavoratore verrà retribuito regolarmente dal datore di lavoro.

Sarà il datore di lavoro a chiedere il rimborso, alla sede Inps di competenza, di quanto anticipato al lavoratore.

 

Possono richiedere il rimborso solo:
- i datori di lavoro non tenuti alla denuncia contributiva;
- gli artigiani che occupano solo apprendisti.
 

Alla domanda devono essere allegati, per ciascun donatore, la dichiarazione del donatore e il certificato medico.

La domanda di rimborso deve essere inoltrata alla Sede Inps di competenza entro la fine del mese successivo a quello in cui il lavoratore ha donato il sangue.

La retribuzione spettante al donatore è quella corrispondente alle ore non lavorate comprese nella giornata di riposo.

Il lavoratore può non avere titolo ad alcuna retribuzione (es.: donazione effettuata di sabato in caso di settimana corta), oppure può avere diritto ad una retribuzione inferiore a quella giornaliera (es.: lavoratore che si assenta per la donazione prima del termine dell'orario di lavoro).

 

Qui di seguito il testo della circolare del 5 febbraio 1981 n. 134367 A.G.O, in applicazione della legge 584/67

 

Circolare del 5 febbraio 1981 n. 134367 A.G.O, in applicazione della legge 584/67

La legge 13 luglio 1967, n. 584 riconosce al lavoratore dipendente che ceda il proprio sangue gratuitamente il diritto ad una giornata di riposo ed alla corresponsione della normale retribuzione per tale giornata. Il datore di lavoro, a sua volta, ha facoltà di chiedere il rimborso della retribuzione all' "Istituto di Assicurazione contro le malattie al quale è iscritto il donatore".

La giornata di riposo e la relativa retribuzione sono riconosciute a tutti i lavoratori dipendenti senza distinzione di categoria o settore di appartenenza, e il datore di lavoro ha diritto al rimborso anche se al dipendente non è riconosciuto, in caso di malattia, il diritto all'indennità economica. Da ciò consegue che anche i lavoratori domestici rientrano in questa norma.

Per i datori di lavoro non tenuti alla compilazione della denuncia contributiva attraverso il DM10, la corresponsione del rimborso da parte dell'Istitutoè subordinata alla presentazione da parte del datore di lavoro della relativa domanda, entro la fine del mese successivo a quello in cui è avvenuto l'evento (D.M. 8 aprile 1968, art.5), alla sede competente, che effettuerà il rimborso mediante pagamento diretto.

Come causale di pagamento deve essere riportata la dicitura: donatori di sangue - L. 584/67 -.

Gli estremi contabili del pagamento disposto con Mod. P 26 R.D.S. saranno riportati come di consueto, nel prospetto di liquidazione della prestazione di cui trattasi.

Gli importi relativi alle retribuzioni corrisposte ai donatori di sangue dai datori di lavoro saranno imputati al conto IMR 30/89, ai sensi dell'art. 2 della legge n. 584/1967.


 
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