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20-08-2012 / 02-04-2013
Nuova realtà per l'Avis di Forlì
UNITA' DI RACCOLTA


Dal primo aprile l’AVIS Comunale di Forlì, in qualità di capofila per tutte le Sezioni del comprensorio, gestisce direttamente l’Unità di Raccolta del sangue (U.d.R.) per tutto il territorio forlivese.

Forse per i donatori più anziani può rappresentare un ritorno all’antico, a quando la palazzina sede dell’AVIS intitolata ad Erio Casadei (giovane pilota forlivese morto in un incidente stradale) ospitava, oltre all’attività associativa anche tutta l’attività trasfusionale gestita dall’Associazione stessa.

La nuova realtà di Pieve Sistina ha rappresentato  un forte momento di omogeneità dei protocolli per la raccolta e la distribuzione del sangue e altresì un momento di necessaria collaborazione delle AVIS romagnole che ha reso possibile una sicura autosufficienza per tutti i periodi dell’anno.

Va inserita in questo percorso anche la richiesta dell’Azienda Sanitaria di Forlì di essere maggiormente supportata dall’AVIS nella raccolta del sangue; la consapevolezza che difficilmente la sanità pubblica avrebbe potuto mantenere un servizio efficiente in tutto il territorio, si è ipotizzata la costituzione di una Unità di Raccolta.

Dopo circa due anni di incontri con l’AUSL, di riunioni del consiglio direttivo dell’AVIS comunale di Forlì, di incontri con le Sezioni AVIS del comprensorio e con il pieno sostegno dell’AVIS provinciale si è giunti alla conclusione con la firma della convenzione che assegna all’AVIS comunale di Forlì la gestione dell’U.d.R. ai sensi dell’autorizzazione della Regione Emilia Romagna e del Centro Regionale Sangue.


Vediamo cosa è cambiato per l’Associazione e, soprattutto, per i donatori.


Sicuramente per l’Associazione rappresenta l’assunzione di responsabilità  organizzative che prima erano in capo al Servizio Trasfusionale, la gestione di un organico più ampio, l’aggiornamento professionale del personale, la necessità di essere costantemente a conoscenza delle normative e delle disposizioni di legge per essere dirigenti di un’Associazione che garantisca la gestione dell’U.d.R. mantenendo alti standard qualitativi; quindi alle attività puramente associative si affianca un impegno, pur sempre volontario, di tipo quasi “manageriale”.

 Per ciò che riguarda i donatori, forse in apparenza molti non hanno notato differenze, anche perché già da tempo eravamo impegnati a migliorare il punto di raccolta di Forlì, sia nell’organizzazione, sia nei servizi  e nell’assistenza offerti.

Certamente si accorgeranno presto, comunque dopo un periodo di naturale assestamento, che il personale che li accoglie è sempre lo stesso, molto preparato professionalmente ma, soprattutto, più motivato dalla consapevolezza di essere parte di un’Associazione i cui soci sono persone sane, responsabili e consapevoli dell’atto che compiono; un personale che sarà pronto a recepire suggerimenti e  proposte che contribuiscano a miglioraci continuamente

Così oggi il personale dell’AVIS si trova a gestire tutto il percorso del donatore, dal primo contatto quando chiede di diventare donatore a tutta la sua attività di donazione, di volontariato e di appartenenza all’Associazione e ciò rappresenta un’esperienza quasi unica, tanto che viene seguita con interesse anche dalle strutture associative superiori.

Il percorso per la costituzione dell’U.d.R. è stato lungo e difficile ed è stato possibile grazie all’impegno unitario di tutto il consiglio direttivo e al sostegno di tutti i soci che, nei momenti in cui venivano convocati per essere messi a conoscenza delle difficoltà e dei progressi che via via si presentavano, hanno sempre manifestato condivisione ed incoraggiamento.

Così come è stato reso possibile dalla dirigenza dell’AUSL che ha condiviso tutte le difficoltà, che ci ha seguito passo passo e che si supporterà anche in futuro.

Oggi è stata raggiunta una tappa importante, ma è, appunto, solo una tappa perché il nostro percorso sarà ancora lungo: dovremo ancora procedere all’accreditamento e alla qualificazione del sistema trasfusionale che dovrà rispettare le direttive europee entro il 31.12.2014……ma noi  vogliamo arrivarci molto prima!

E poi? …..poi altre sorprese ci aspetteranno, ma vi rimandiamo alle prossime puntate.

Per ora vi ricordiamo che a febbraio 2013 si rinnoverà il consiglio direttivo, quindi invitiamo tutti i soci ad essere sempre presenti ed attivi non solo nella donazione, ma anche pensando di entrare a far parte del consiglio per rinnovare un gruppo dirigente che fino ad oggi ha dato molto, ma che ha bisogno di nuove forze e di nuove idee e che sappia continuare questa avventura che, vi assicuriamo, molto impegnativa, ma che può dare anche grandi soddisfazioni.

                                                                                                                                                                                Il Consiglio Direttivo


 
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