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14-11-2013 / 23-11-2013
La cirrosi epatica
di Florio Ghinelli - Responsabile sanitario Avis Emilia Romagna


La cirrosi epatica è una malattia dovuta ad un'infiammazione cronica che provoca la trasformazione del tessuto epatico in tessuto fibroso: la distruzione e la perdita delle cellule funzionanti impedisce al fegato di svolgere i suoi compiti. Il fegato svolge un ruolo importante nella digestione degli alimenti, nel metabolismo di molti farmaci e nella produzione di proteine quali l’albumina e i fattori della coagulazione. La cirrosi epatica è una malattia molto diffusa nel nostro Paese dove si pone tra le più importanti cause di decesso. Gli agenti responsabili dell’infiammazione epatica sono molteplici e la loro azione deve essere protratta per molto tempo. I fattori più importanti sono rappresentati dai virus (virus B e virus C) e dall’alcool. Meno frequentemente sono responsabili delle lesioni epatiche i farmaci, alcune sostanze chimiche, il sistema immunitario, disturbi metabolici ed ereditari, ostruzioni del flusso venoso del fegato.

Nelle prime fasi della cirrosi i sintomi possono anche essere assenti e la malattia viene individuata con indagini eseguite per altri motivi. Con il progredire della malattia, possono manifestarsi sintomi quali affaticamento, perdita dell’appetito, difficoltà digestive e perdita di peso. Nelle fasi più avanzate possono comparire sintomi importanti e significativi della patologia epatica: ittero, comparsa di liquido in addome, edemi agli arti inferiori, aumento del volume della milza, emorragia digestiva, encefalopatia, malnutrizione e perdita della massa muscolare.

Il sospetto clinico di cirrosi può essere confermato con esami di laboratorio e strumentali. Ricordiamo che molti arrivano alla diagnosi di malattia cronica epatica per il riscontro occasionale di valori elevati delle transaminasi. Altre alterazioni degli esami ematici possono essere: elevazione della bilirubina, riduzione dei fattori della coagulazione, riduzione dei livelli di albumina, riduzione del numero delle piastrine. Tra gli esami strumentali il più importante è rappresentato dall’ecografia: gli strumenti recenti sono in grado di fornire immagini eccezionali. E’ un esame non invasivo, non costoso ma purtroppo ha lo svantaggio di essere completamente esecutore-dipendente, in parole povere la sua validità dipende dall’abilità dell’ecografista. Un esame di secondo livello è rappresentato dalla tomografia assiale computerizzata (TAC), esame da fare esclusivamente su consiglio dell’epatologo ecografista.

 

La biopsia epatica ha perso molto del suo valore diagnostico e attualmente viene utilizzata per la diagnosi istologica dei noduli epatici; raramente per la diagnosi di cirrosi classica senza complicazioni. Le principali complicanze delle cirrosi possono essere descritte in tre gruppi: insufficienza epatica che porta dalla banale stanchezza al coma epatico; ipertensione con accumulo di liquidi nell’addome, agli arti inferiori, varici esofagee con emorragie digestive; tumore del fegato, in particolare l’epatocarcinoma. Prima di tutto occorre cercare di eliminare la causa che ha provocato la malattia epatica: abolire l’assunzione di bevande alcoliche; trattare con cure specifiche le infezioni da virus B e virus C, e le patologie autoimmuni con cortisonici; trattare il sovraccarico di ferro con salassi periodici.

Ovviamente è importante trattare e cercare di prevenire le complicazioni. Il trapianto di fegato è la terapia migliore per la cirrosi, purtroppo nel nostro paese si riscontra una grave carenza di organi e pertanto le liste d’attesa non sempre permettono di considerare per il trapianto nei pazienti che non siano ancora arrivati allo stadio più grave della malattia. La ricerca medica ha portato a grandi progressi nella terapia della malattia cronica di fegato, fornendoci strumenti idonei per affrontare la patologia e migliorarne la prognosi. Purtroppo non sono disponibili terapie risolutive per cui la lotta alla cirrosi va combattuta soprattutto sul fronte della prevenzione.

Nonostante i notevoli successi ottenuti con la diagnosi precoce della cirrosi epatica, le campagne di sensibilizzazione sui rischi dell'abuso di alcool, la campagna di vaccinazione contro l’epatite B e l’applicazione di misure per impedire la trasmissione parentale di virus epaticici, migliaia di cittadini italiani muoiono di cirrosi epatica e soffrono delle sue gravi ed inevitabili complicazioni.


 
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