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12-02-2014 / 23-02-2014
Presentazione dati raccolta sangue 2013 e riorganizzazione del servizio di raccolta a Forlì
Conferenza stampa del 12 febbraio


 

Nel 2013 sono state 6001 le donazioni all'Unità di raccolta sangue di Forlì, gestita per conto dell'Ausl dall'Avis di Forlì e i donatori hanno raggiunto quota 3495, 449 in più rispetto al 2012.

 

Sono i dati che illustra soddisfatto il Cav. Fabrizio Francia, Presidente dell’Avis Comunale Forlì e Unità di Raccolta Forlivese, ricordando che "la nuova mentalità che ispira l'Avis e le aziende sanitarie nella raccolta sangue è quella di ricercare donatori consapevoli, che invitiamo a donare al bisogno, sulla base di una chiara programmazione. Una volta cercavamo di aumentarele donazioni ora cerchiamo di aumentare i donatori. Il sangue non va più raccolto sulla base di ondate emotive".

 

Dei 3495 donatori forlivesi 2316 sono uomini e 1179 donne, la metà ha un'età compresa tra i 35 e i 54 anni, ma il dato più interessante riguarda i giovani donatori.

 

"A Forlì - spiega Francia - c'è la percentuale più alta in Regione di donatori con un età compresa tra i 18 e i 24 anni. Nel 2013 330 giovani hanno donato il loro sangue alla nostra Unità di Raccolta e la maggiorparte sono state ragazze. Delle 6001 donazioni 4891 sono state di sacche disangue intero e 1110 di plasma. Anche nel 2013 l'autosufficienza sangue è stata raggiunta e c'è stata grande disponibilità da parte dei donatori forlivesi a rispondere alle esigenze di sangue "su chiamata" Sono molto soddisfatto dei risultati raggiunti dall'Avis Forlì, che presenterò ai soci all'assemblea annuale che si svolgerà il 23 febbraio".

 

A spiegare  la riorganizzazione del servizio di raccolta sangue  è invece intervenuto il Dr. Giuseppe Migliori, Responsabile UO Medicina Trasfusionale Ausl Romagna- Forlì.

 

"Il piano speciale sangue dell'Emilia Romagna prevedeva anche la riorganizzazione dei punti di raccolta, che nel comprensorio di  Forlì si sono ridotti da dieci a tre (Forlì, Santa Sofia e Modigliana). "

 

"Nessun taglio però questa volta, ma un'efficace programmazione alla base di questa riduzione  - chiarisce Migliori-  Una volta si raccoglieva sangue senza programmazione, oggi si raccoglie sangue in base alle necessità prima del territorio cui si afferisce, poi dell'autosufficienza della Regione, infine dell'autosufficienza nazionale.  Lo scopo sociale del donatore è quello di donare sangue su chiamata e a necessità. La riorganizzazione dei punti di raccolta del forlivese, approvata dal Collegio di Direzione dell'Ausl e dalla Conferenza Socio sanitaria, ha riguardato ovviamente la riduzione dei punti di raccolta e non la chiusura delle sedi Avis periferiche. Nel comprensorio di Forlì sono presenti e molto attive infatti 12 sezioni AVIS e una sezione Fratres"

 

"La raccolta sangue del 2014 - ha precisato ancora Migliori - parte da un controllo dell'appropriatezza del consumo di sangue. Oggi il sangue non viene più utilizzato prevalentemente per il settore chirurgico (come accadeva anni fa) ma soprattutto nel settore medico (trasfusioni di sangue per la popolazione anziana e per chi si sottopone ad aggressive terapie oncologiche). La chirurgia sempre meno invasiva e più robotizzata non ha bisogno di sangue come una volta."

 

Anche il Dr. Marco Gentile, Responsabile U.d.R Avis Forlì ha ribadito la centralità della moderna raccolta sangue "consapevole".

 

"L'Unità di raccolta - ha chiarito - gestisce il percorso del donatore da quando fa domanda a quando cessa di donare."

 

 In particolare l'esigenza della raccolta sangue del 2014 sarà rivolta al reperimento di plasma, utilizzato a scopo terapeutico o per la produzione di farmaci emoderivati.

 

"Abbiamo inviato una lettera a tutti i donatori di gruppo B, AB e O - prosegue - proprio per invitarli a donare plasma. E' stata fondamentale in questi ultimi anni anche la campagna di sensibilizzazione nelle scuole medie inferiori e superiori. Moltissimi giovani forlivesi hanno raccolto l'appello e sono venuti a donare"

 

Anche il punto di raccolta di Forlì, alla luce di questa riorganizzazione, ha subito grandi trasformazioni. L'accoglienza è stata programmata su tre percorsi: donazione di plasma (su prenotazione), donazione di sangue (su prenotazione) e donazione di sangue libera. E' nuova anche la sala ristoro, più ampia e con attrezzature adeguate alla ristorazione. La sala prelievi, infine, è stata ristrutturata al fine di ospitare quattro postazioni per la donazione di plasma e sette per la donazione di sangue.

 

Rinnovata completamente anche la modalità di chiamata alla donazione... un sms ricorda  ai donatori il giorno in cui dovranno recarsi al punto di raccolta.

 

I nuovi donatori del 2014, insomma, non fanno più parte di un popolo indefinito di persone di buona volontà, ma sono persone generose e consapevoli di "essere a disposizione dei potenziali riceventi sulla base di un'effettiva richiesta, programmata su basi scientifiche e organizzative."

 

  

 

Tiziana Rambelli

 

Dirigente Responsabile 

 

UOS Comunicazione, Relazioni Interne, Relazioni con il Cittadino, Ufficio Stampa di Forlì

 

Azienda Usl della Romagna

 


 
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