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20-04-2015 / 23-04-2015
700 morti in mare, il dolore per una nuova tragedia



700 morti in mare, il dolore per una nuova tragedia

 
«È un dolore sordo, cupo e sconcertante quello che si prova di fronte a questa ennesima tragedia del mare». Questo il commento del Presidente nazionale di AVIS - Associazione Volontari Italiani del Sangue, Vincenzo Saturni, in riferimento al ribaltamento nel canale di Sicilia di un peschereccio con a bordo 700 migranti.
«Per un'Associazione con AVIS, da quasi 90 anni impegnata nella difesa del diritto alla vita, quanto accaduto non può lasciarci insensibili, ma deve renderci consapevoli che qualcosa si può e si deve fare.

AVIS segue da sempre con attenzione le vicende che accadono nel Mediterraneo. Lo scorso dicembre una delle storie finaliste del nostro Proemio Samaritano è stata quella di un cittadino di Lampedusa che aveva soccorso migranti in mare. Inoltre, negli ultimi anni AVIS ha offerto la sua disponibilità alle autorità italiane per garantire disponibilità di sangue in zone colpite da conflitti armati come la Siria.

In questo caso vogliamo, invece, sottolineare quanto sia importante per il volontariato farsi portavoce di quel messaggio di pace e solidarietà che deve muovere ogni azione volta a risolvere le crisi umanitarie che stanno alla base della strage consumatasi questa notte a largo della Libia.
Non si può essere spettatori passivi di questo inferno che dura ormai da troppi anni, ma si deve sentire il bisogno di tendere la propria mano e cercare soluzioni concrete. Questo è l'appello che vogliamo lanciare al mondo delle istituzioni italiane e internazionali, assieme alle tante altre associazioni, enti e personalità di spicco - come il primo Vice Presidente del Parlamento Europeo, on. Gianni Pittella - che hanno aderito alla Dichiarazione di Bruxelles - Pledge to peace, un documento che punta a sviluppare la cultura della pace all’interno dell’Unione Europea.
Si tratta di un tema su cui AVIS da tempo ha avviato un percorso di confronto e dibattito molto costruttivo, con la consapevolezza che la donazione di sangue è strumento di dialogo e cittadinanza attiva.

 
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