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05-08-2015 / 24-08-2015
Anziani e alimentazioni
Rapporto difficile


La tavola degli anziani italiani? Decisamente a rischio. Alimenti scaduti, consumati da uno su tre, pietanze scongelate male che aumentano il rischio di intossicazioni alimentari, scelte alimentari che non brillano per equilibrio e sicurezza degli alimenti, mettono infatti in pericolo la salute dei “nonni italiani”. Circa uno su tre ritiene di non nutrirsi in maniera equilibrata, in particolare a causa di un consumo eccessivo di zuccheri e di grassi o comunque ritiene di mangiare troppo.

Ma non solo, anche la crisi economica gioca la sua parte: non tutti gli anziani sono disposti a spendere di più per acquistare prodotti sicuri e quindi “controllati”, con tutte le conseguenze del caso per una popolazione vulnerabile.

Sono solo alcuni dei risultati dell’analisi condotta dai ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma, che ha coinvolto circa 200 anziani con un’età media di 74 anni. Obiettivo: di studiare se fattori economici, etici, socio-culturali possano incidere sul rischio di un’alimentazione non sicura, sia dal punto di vista nutrizionale sia igienico-sanitario.
 


L’indagine - coordinata daPatrizia Laurentidell’Istituto di Sanità Pubblica-Sezione Igiene (insieme conChiara de Waure,Matteo RaponieConcetta de Meo) e daFrancesco Landi, del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia e presentata a Roma in occasione della Giornata per la Ricerca 2015 dell’Università Cattolica - è stata svolta nell’ambito del Progetto di Ateneo “Fattori influenzanti un’alimentazione sicura negli anziani”, condotto dalla Sezione di Igiene dell’Istituto di Sanità Pubblica, in collaborazione con il Dipartimento di Geriatria del Gemelli e l’Istituto di Bioetica della Cattolica.

Il tema della sicurezza alimentare è importantissimo nell’anziano, basti pensare che il rischio totale di infezioni e la letalità delle stesse è più elevato tra gli over-85 anni e ciò vale anche per le tossinfezioni alimentari, a causa del fisiologico indebolimento delle loro difese immunitarie, nonché di concomitanti patologie croniche, di “malnutrizione”, immobilità e altri fattori. Per esempio, in caso di ricovero per gastroenterite è stato stimato un rischio di morte 33 volte superiore negli anziani rispetto alla fascia di età 20-49 anni.

I risultati: poco equilibrio nella scelta e nella quantità degli alimenti

Circa un terzo della popolazione intervistata riferisce di non nutrirsi in maniera equilibrata, in particolare a causa di un consumo eccessivo di zuccheri, di grassi o di cibo in generale. Questi dati sono in accordo con l’analisi oggettiva del campione: infatti, si osserva un indice di massa corporea medio con tendenza al sovrappeso (25,8).
È emerso che il 90% circa degli intervistati assume ogni giorno frutta e verdura e che il 18% consuma pesce raramente. Il 40% degli intervistati riferisce che sta cercando di perdere peso e l’85% afferma di essere disposto a restrizioni alimentari per la propria salute.

fonte: Quotidiano Sanità

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