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09-03-2015 / 23-03-2015
Gel piastrinico
Staminali da sangue cordonale: risorsa preziosa non solo per i trapianti


 



Il 28 febbraio si è celebrata in tutto il mondo la Giornata delle Malattie Rare (MR), che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), costituiscono circa il 10% delle patologie umane (si stima che il 6-8% della popolazione europea, complessivamente 27-36 milioni di cittadini, sia affetto da una MR). Tra queste occupa un posto importante, purtroppo, l’Epidermolisi Bollosa, detta anche “Sindrome dei bambini farfalla”, malattia genetica rara e devastante che in Italia colpisce 1 bambino su 82 mila nati e nel mondo 1 su 17 mila, per un totale di circa 500 mila malati.

L’Epidermolisi Bollosa è una malattia genetica della pelle, che rende estremamente fragile la cute e le mucose, e causa bolle, vesciche e lesioni continue dovute al distacco dell'epidermide (la parte superficiale della pelle) dal derma (la parte più profonda) in seguito a sfregamenti e frizioni anche minimi, e a volte perfino spontaneamente. Questo provoca infezioni, dolore, perdita di liquidi, squilibri nei parametri ematici, cicatrici, fino, nei casi più gravi, allo sviluppo di tumori della pelle.


Di recente pubblicazione il case report di uno trials clinico (link..) condotto presso la fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore di Milano, frutto della  collaborazione tra il Servizio Trasfusionale e l’Unità di Pediatria su  tre pazienti affetti da questa patologia, attraverso l’utilizzo del gel piastrinico da prelievi SCO non destinati al trapianto.  La Professoressa Susanna Esposito, responsabile del Centro per l’Epidermolisi Bollosa della Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, creato nel 2012, ha potuto osservare come il trattamento di un’ulcera con il gel da sangue cordonale abbia indotto una riparazione molto più veloce rispetto al trattamento eseguito con le classiche procedure.

Abbiamo approfondito con due ricercatori impegnati nello studio e scoperto quanto sia inappropriato parlare di “scarto” riferendosi al sangue cordonale, anche in mancanza di una cellularità idonea al bancaggio per uso trapiantologico ( dose di cellule nucleate sup. a 1,5 miliardi).

Come nasce questo trattamento?


L’esperienza clinica molto positiva del gel piastrinico da donatori adulti, ci spiega il dottor Rebulla , già Direttore della Milan Cord Blood Bank e della Cell Factory ove è stato testato l’emocomponente già da diversi anni , e l’elevata percentuale di scarto del sangue cordonale, ci ha indotti a preparare un progetto similare ma partendo dalla fonte di sangue cordonale, ossia ci ha stimolati a mettere a punto un metodo per preparare gel piastrinico dal sangue cordonale. Questo metodo di preparazione è stato brevettato al fine di tutelare la struttura pubblica presso cui è stato inventato, da ogni possibile futuro appropriamento di tipo industriale. Il brevetto è stato inoltre richiesto al fine di evidenziare che tale metodo è stato inventato in Italia presso una struttura pubblica, ossia il Policlinico di Milano. Infine evidenzia come il gel da cordone contenga una concentrazione VEGF1 (fattore di crescita vascolare-endoteliale) superiore a quella del gel degli adulti e quindi potrebbe essere particolarmente rilevante nella riparazione delle ulcere in cui è necessaria una rigenerazione vascolare . A fianco dei fattori rigenerativi noti, presenti  anche nel gel  dell’adulto, si ritiene che il gel neonatale rappresenti una sorgente di materiale biologico molto più ricca  anche per un contenuto di fattori attualmente sconosciuti; oltretutto  questo prodotto allogenico può rappresentare un’importante alternativa al prodotto autologo che ha sì, il beneficio di non comportare il rischio di trasmissione di infezioni virali da donatore, ma essendo autologo potrebbe contenere dei fattori biologicamente inadatti, legati alla patologia del malato che potrebbero non essere ideali per la riparazione del tessuto.”

Vista la brillante esperienza del Policlinico di Milano sulla epidermolisi bollosa, nel 2011 è stato proposto dal dr. Rebulla   alle banche di sangue cordonale  della rete italiana (ITCBN) di partecipare ad uno  studio nazionale finalizzato alla standardizzazione  della produzione di gel piastrinico da unità di sangue cordonale (CBPG) non idonee all’utilizzo nel trapianto.   A tale studio hanno aderito 11 delle 19 banche, tra cui quella dell’Emilia Romagna , di cui è Responsabile la dottoressa Marina Buzzi che spiega : “ dopo un grande lavoro iniziale di messa a punto di un protocollo comune di lavorazione, la produzione routinaria di CBPG è partita nel novembre 2013 e le unità prodotte e validate biologicamente sono state crioconservate in ogni banca . Sono stati applicati ovviamente anche per questo emocomponente ad uso non trasfusionale tutti gli standard di tracciabilità e sicurezza di quelli trasfondibili. In un anno di attività (novembre 2013-dicembre 2014)  sono stati prodotti dalle 11 banche più di 1000 CBPG. Su tali unità sono stati effettuati anche studi di proteomica e sul contenuto in fattori di crescita”.

Quali sono i primi risultati ottenuti e quali sono gli obiettivi della sperimentazione?


I risultati ottenuti- continua Buzzi-  con grande impegno da parte sia delle Banche che del CNS, da questo  studio finalizzato alla standardizzazione del CBGP,  sono stati molto interessanti, hanno permesso   grazie soprattutto al confronto tra varie realtà, di risolvere  le varie criticità e hanno rafforzato la convinzione di poter utilizzare quelle unità non idonee alla conservazione ai fini del trapianto di cellule staminali ematopoietiche (circa il 90%), in altre applicazioni cliniche come la rigenerazione dei tessuti in patologie degenerative. In particolar modo , vista l’efficacia nella cura delle lesioni cutanee nell’epidermolisi bollosa descritte  in precedenza, è stato proposto dal Dr. Rebulla, in accordo  con il CNS,  alla ITCBN , un protocollo clinico per l’applicazione del CBPG nelle ulcere diabetiche, condizione clinica molto più diffusa rispetto alla prima, mettendolo a confronto con le medicazioni tradizionali. Tale protocollo clinico (studio multicentrico randomizzato controllato di tipo interventistico non farmacologico), approvato alla fine del 2014 dal Ministero della Salute, e che ha come promotore il CNS nella figura della Dr.ssa Simonetta Pupella e come Principal  Investigator Il Dr. Marconi – Centro Trasfusionale Fondazione cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, vede la partecipazione di 9 banche tra cui l’ Emilia-Romagna Cord Blood Bank (ERCB),  e delle rispettive unità cliniche che gestiscono i pazienti diabetici.”  Ricordiamo che i dati ISTAT 2012, analizzati dal Centro Studi dell'Associazione Medici Diabetologi (AMD), registrano che gli italiani con diabete hanno superato la soglia 3 milioni, arrivando a oltre 3.268.000 individui, con una percentuale del 5,5% sulla popolazione nazionale. Dati che parrebbero addirittura sottovalutare questo fenomeno quasi “epidemico”, perché come indica AMD, si stima che per ogni 2-3  persone con diabete ce ne sia 1 che lo è senza saperlo e, applicando questa stima, si dovrebbe aumentare del 30-50% il numero dei malati, portando gli italiani con diabete non lontano dalla soglia dei 5 milioni.  La dottoressa Buzzi prosegue raccontando l’iter seguito : “ogni Banca partecipante ha chiesto al proprio comitato etico l’approvazione alla partecipazione allo studio e ha identificato un principal investigator locale (lei per ERCB, ndr.). L’arruolamento dei pazienti è iniziato nel gennaio di quest’anno ed è in corso. L’obbiettivo della sperimentazione è valutare  se esiste una maggior efficacia del trattamento con CBPG rispetto alle medicazioni tradizionali nell’aumentare la frequenza di guarigione delle ulcere diabetiche. Questo si tradurrebbe in un abbattimento dei costi delle medicazioni e in una migliore qualità di vita del paziente.”

Gloria Pravatà

fonte:www.centronazionalesangue.it


 
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