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26-01-2015 / 26-01-2015
I DONATORI ROMAGNOLI E IL “METEO DEL SANGUE”



Dallo scorso novembre i donatori dell’Ausl della Romagna hanno una bussola per decidere quando programmare la donazione. Si chiama il meteo del sangue: uno schema per capire a colpo d’occhio quali gruppi sono abbondanti e quali invece scarseggiano. Sul sito di Avis provinciale Rimini (http://www.avis.it/rimini/) e sulla pagina facebook (https://www.facebook.com/AvisProvincialeDiRimini?fref=ts) viene settimanalmente aggiornato lo schema che, con l’ausilio dei colori, dà precise indicazioni sullo stato di salute delle scorte.

ogni settimana il termometro delle scorte di sangue nelle strutture trasfusionali della Ausl Romagna

ogni settimana il termometro delle scorte di sangue nelle strutture trasfusionali della Ausl Romagna

Questa la riflessione di Claudio Baschetti, presidente di Avis provinciale Rimini:

Uno strumento semplice ma molto efficace che aiuta a pianificare meglio la raccolta e quindi a non entrare in sofferenza: i primi di gennaio, complici anche le feste, abbiamo avuto un preoccupante calo delle scorte su alcuni gruppi. Con questo strumento siamo riusciti a sensibilizzare molto bene i nostri donatori, che hanno risposto puntuali e numerosi alla chiamata sulla base del proprio gruppo sanguigno.
Il meteo del sangue però serve anche in senso opposto: aiuta i donatori a regolarsi per non prenotare la donazione se si accorgono che per il proprio gruppo le unità presenti sono sufficienti. Possono così aspettare di essere chiamati senza preoccupazioni o possono – se desiderano – donare plasma, di cui abbiamo altrettanto bisogno. Spesso non ci pensiamo ma la raccolta di sangue, anche se è un gesto volontario e gratuito, comporta un costo gestionale. Scartare per iperdatazione le unità di uno specifico gruppo è una mancanza di sensibilità nei confronti delle persone che hanno donato, ed è uno sperpero di denaro pubblico.

Anche Luca Boetti, responsabile medico di che ha curato il progetto con il team di Avis provinciale Rimini è soddisfatto dell’andamento della sperimentazione. E precisa:

Dobbiamo ricordare ai donatori che le situazioni non restano immutate: anche se oggi il loro gruppo è abbondante, le unità di globuli rossi scadono 42 giorni dopo la data di donazione. Quindi è importante che non si dia mai per scontata un’abbondanza consolidata. Questo strumento però, e ne sono convinto, ci porta verso il futuro e lo immagino esteso a tutta la realtà regionale, facilmente consultabile e accessibile sui siti, sui social network, sugli smartphone. È in linea con una nuova visione del donatore e della donazione, ovvero l’idea che oggi non conta più quante volte andiamo a donare, ma quanto siamo “fedeli” alla pratica della donazione. Quanto siamo disponibili e reattivi a rispondere alla chiamata, che sarà sempre più precisa, programmata e specifica per gruppo.


 Pubblicato in Avis Emilia-Romagna, Cultura della donazione, immagine


 
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