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30-07-2015 / 10-08-2015
Oltre il Pil, Eurostat misura la qualità della vita
Attraverso indicatori come reddito, inquinamento, disoccupazione e relazioni sociali


L’Ufficio statistico dell’Unione Europea EUROSTAT ha recentemente pubblicato l’edizione 2015 del Rapporto sulla qualità della vita (Quality of life in Europe – facts and views), che indaga sui diversi fattori in grado di influenzare il benessere individuale dei cittadini europei.

Il Documento propone una misurazione “multidimensionale” della qualità della vita, basata su un quadro di otto parametri (più uno complessivo): condizioni materiali, lavoro, salute, educazione, tempo libero e interazioni sociali, sicurezza economica e fisica; situazione politica e diritti, ambiente e, infine, soddisfazione generale.
Analizzando questi aspetti attraverso la combinazione (per la prima volta) di indicatori statistici e valutazioni soggettive, il Rapporto cerca di individuare quali hanno il maggiore impatto sulla qualità della vita.
Secondo i dati riferiti al 2013, in generale l’ambito più soddisfacente nella vita degli europei dai 16 anni in su è quello delle relazioni personali, con una media di 7,8 in una scala da 0 a 10; tuttavia, sono state registrate alcune eccezioni: in Belgio e Finlandia sono considerate prioritarie le condizioni di alloggio, in Bulgaria le condizioni di alloggio, il lavoro e il tempo previsto per raggiungere il lavoro, in Svezia l’ambiente e gli spazi ricreativi.
Al contrario, la situazione finanziaria è l’aspetto meno gratificante (in media 6,0 su 10), seguita dall’uso del tempo in buona parte degli Stati membri e dall’ambiente e dagli spazi ricreativi e dalle condizioni d’alloggio in alcuni Paesi.
Infine, è rilevante il divario tra Stati nell’ambito della situazione economica, con una differenza di 3,9 punti tra la media più alta, registrata in Danimarca e Svezia (7,6), e la più bassa, relativa alla Bulgaria (3,7).

fonte: www.apiceuropa.com
 

 
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