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30-04-2015 / 14-05-2015
Parlamento, ecco una proposta di legge sul Bes
Indicatori di benessere


 

Una proposta di legge trasversale agli schieramenti politici è stata presentata nei giorni scorsi in Parlamento per introdurre il Bes (Benessere Equo e sostenibile) nelle politiche pubbliche e ridimensionare un indicatore (il Pil) che terrebbe conto solo di aspetti macroeconomici.
Sei i punti cardine e i relativi articoli della proposta sul Bes. Il primo punto prevede l’uso di «indicatori di benessere, di sostenibilità ambientale, di qualità sociale e di parità di genere» non solo per misurare la situazione sociale, ambientale ed economica del Paese, ma soprattutto per «orientare le politiche pubbliche al perseguimento delle condizioni di benessere della comunità». Nel secondo si prevede che gli indicatori che compongono il Bes «vengano utilizzati nella produzione legislativa, a partire dalla legge di bilancio» e in tutti i «documenti di programmazione economica (a partire dal Def) e di organizzazione di spesa nei Ministeri (missioni, ecc.)». Nel terzo articolo si chiede che all’atto della presentazione dei progetti di legge, «le relazioni tecniche utilizzino ex ante gli indicatori di benessere » e poi – una volta approvati – che «vengano usati in itinere ed ex post per misurare l’efficacia delle misure varate e implementate al di là degli aspetti finanziari».
Nel quarto punto si prevede l’introduzione della contabilità ambientale (oggetto di una legge delega nella XV legislatura e mai arrivata a conclusione), con lo scopo di «misurare l’impatto ambientale dei provvedimenti emanati: la conservazione del territorio, il consumo delle risorse naturali, la sostenibilità ambientale delle misure economiche ». Quindi, nel quinto articolo, è contemplata l’introduzione del cosiddetto gender auditing ovvero del bilancio di genere, «come forma di valutazione (e di orientamento delle politiche pubbliche) delle misure economiche e di spesa pubblica sulla condizione delle donne e sulle pari opportunità tra uomini e donne». Infine si fa riferimento al programma comunitario Europa 2020, dei cui risultati (relativamente al raggiungimento da parte dell’Italia degli obiettivi stabiliti in ambito comunitario) si dà conto ogni anno nel Pnr (Programma nazionale di riforma) incluso nel Def.


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