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08-04-2015 / 20-04-2015
Salute e semestre Ue, il bilancio in una pubblicazione



 

 
 
In conclusione del semestre di presidenza italiano dell'Unione europea, il Ministero della salute ha editato un volume che raccoglie attività, risultati e riflessioni in ambito sanitario. Ecco il contributo del Ministro, Beatrice Lorenzin.


Se c'era un obiettivo ambizioso, all'inizio del Semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell'Unione Europea, era quello di riavvicinare l'Europa ai cittadini e i cittadini all'Europa.
Credo fermamente che questo cambiamento di rotta sia avvenuto, ricollocando le persone, i loro diritti e – per quanto riguarda l'ambito dove ho esercitato il ruolo di Presidente – in modo prioritario il diritto alla salute al centro dell'azione politica europea.
È questo per me un motivo di grande soddisfazione, alla fine dell'impegnativo e faticoso percorso che trovate riassunto in questo volume.

In alternativa c'era il concretizzarsi di un pericolo paventato già con grande lucidità e attualità da Luigi Einaudi nel suo intervento all'Assemblea costituente, il 29 luglio 1947: "Se noi non sapremo farci portatori di un ideale umano e moderno nell'Europa d'oggi, smarrita e incerta sulla via da percorrere, noi siamo perduti e con noi è perduta l'Europa".
Recenti e dolorosissimi fatti di cronaca che hanno coinvolto l'Europa, insieme al disagio irrisolto di chi ha perso il lavoro, dei giovani disoccupati, delle aumentate difficoltà economiche che hanno evidenziato la fragilità economica delle famiglie e del quadro sociale, necessitavano di risposte programmatorie forti e concrete in favore dei nostri cittadini.
 

Quanto abbiamo svolto in questi pur pochi mesi è proprio lo specchio, concreto, di questa nuova visione o, se volete, di un progetto che vuole rappresentare il ritorno agli ideali che furono dei padri fondatori dell'Unione Europea.
Abbiamo profuso il nostro impegno per valorizzare la libertà e la dignità della persona umana, in una prospettiva di solidarietà economica e sociale, ancora più necessarie nei confronti del cittadino ammalato, sgombrando così il campo dalle ombre di una politica e di una burocrazia lontane, avvitate su se stesse, e lavorando per un'Europa più coesa e scevra da egoismi nazionali.

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