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15-09-2015 / 05-10-2015
Un'etichetta "etica" per i plasmaderivati
L'auspicio di Avis


 

Torna l'obbligo di indicare lo stabilimento di provenienza degli alimenti. Il Consiglio dei Ministri ha, infatti, approvato lo schema di disegno di legge che prevede la reintroduzione dell'indicazione obbligatoria della sede dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari e per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento dell'Unione Europea sull'etichettatura.
L'obbligo di indicazione riguarderà i cibi prodotti nel nostro Paese e destinati al mercato italiano.

«Così come accadrà per gli alimenti, auspichiamo che presto si arrivi a indicare chiaramente anche la provenienza dei plasmaderivati - commenta il Presidente di AVIS Nazionale, Vincenzo Saturni.

Da tempo, infatti, sosteniamo l'importanza di introdurre un'etichetta etica per i farmaci ottenuti dalla lavorazione del plasma, la cui donazione in alcuni Paesi dell'Unione Europea viene retribuita. Il dono volontario e anonimo rappresenta per noi un valore inestimabile.

Per questo motivo, riteniamo importante che sia indicata l'origine di questi medicinali, per permettere ai pazienti e ai medici di riconoscere il significato intrinseco della donazione gratuita, gesto di profonda solidarietà e generosità che si traduce in maggiore attenzione per il benessere di tutti.

A sostegno di questa posizione, qualche mese fa abbiamo scritto al Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, e a tutti gli europarlamentari italiani per sostenere la scelta fatta dalla Francia di apporre un "marchio etico" ai medicinali emoderivati al fine di ricordarne la provenienza da donatori anonimi, volontari e non retribuiti».
 
 

 
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