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08-02-2017 / 15-02-2017
Per sisma Amatrice e scontro treni oltre 15mila unità di sangue raccolte
In maxi emergenze boom di donazione, ma serve più coordinamento


Se ne è discusso a Roma nel corso del convegno 'Sistema sangue e Maxi-Emergenze', organizzato dal Centro Nazionale Sangue (nella foto il saluto del presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi).
Il disastro ferroviario e il sisma sono stati i primi due eventi in cui è stato applicato il 'Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxi-emergenze' approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 7 luglio 2016, che prevede tra le altre cose l'accantonamento di scorte di sangue da usare solo in caso di disastri. Nei giorni successivi al terremoto che ha distrutto Amatrice, che ha avuto 388 feriti, sono state raccolte in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria oltre 10600 unità, il triplo della norma, mentre quasi 4mila sono state raccolte dopo l'incidente tra i treni in Puglia. Un afflusso notevole, hanno spiegato gli esperti durante la conferenza, generato soprattutto dopo alcuni appelli a donare a livello locale subito rimbalzate sui media, che però poteva essere diluito nel tempo, mentre nei giorni successivi agli eventi il piano prevede che si utilizzino appunto le scorte accantonate, oltre eventualmente ad attingere da quelle delle altre regioni.
Il rischio paventato dagli esperti, che hanno ricordato che dopo 42 giorni le unità non si possono più utilizzare, è che una raccolta troppo grande nei giorni immediatamente successivi all’emergenza possa poi portare a uno stop a medio termine nelle donazioni.

 

fonte: http://www.centronazionalesangue.it/notizie/comunicato-stampa-018


 
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