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10-05-2018 / 10-07-2018
La popolazione italiana sta invecchiando e con lei anche i donatori
Garantire il ricambio generazionale


Occorre garantire il giusto ricambio generazionale, per questo Avis Forlì si impegna nel rinnovare l'invito rivolto alle nuove generazioni.

Un Grazie speciale ai nostri donatori che sanno trasmettere a figli e nipoti l'emozione di porgere il proprio braccio in aiuto di chi soffre.
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«La popolazione italiana – sottolinea Argentoni – sta invecchiando e con lei anche i donatori, abbiamo avuto un innalzamento dell’età media. Pur tenendo conto di questo fatto, possiamo dire che i giovani non sono venuti del tutto a mancare. Nel complesso abbiamo donatori più anziani rispetto al passato, ma il nostro turnover è comunque soddisfacente.

In Italia – prosegue il nostro Presidente nazionale – siamo al di sotto della soglia delle due donazioni l’anno. Ci attestiamo su una media di 1,7. Se si considera che gli uomini possono donare fino a quattro volte l’anno, abbiamo delle risorse che potremmo utilizzare meglio. Lo scarso ricambio generazionale è un fattore importante, ma conta di più fidelizzare il donatore: ci sono i margini per far sì che la frequenza aumenti. Serve migliorare l’accoglienza nei centri trasfusionali, continuare ad ampliare gli orari di accoglienza puntando sulle raccolte domenicali».

 

L’intervista è stata anche l’occasione per presentare il convegno sui comportamenti sani e corretti “Testa e cuore”, in programma sabato prossimo a Lucca, e per anticipare i temi dell’Assemblea generale che si terrà a Lecce dal 18 al 20 maggio.

 

«Vorremmo far emergere la necessità di indirizzare il sistema trasfusionale verso l’autosufficienza anche per quanto riguarda i plasmaderivati – ha dichiarato Argentoni. Per arrivare a questo però, serve uno sviluppo coordinato di tutto il sistema nazionale. Sul fronte più associativo, invece, sarà importante armonizzare una grande organizzazione come la nostra al nuovo codice del Terzo settore. Dobbiamo essere in grado di rafforzare il sistema ed essere capaci di rispondere alle necessità dei donatori e dei malati. Tutto ciò puntando sempre sui nostri elementi di forza fondamentali: chiamata, accoglienza, assistenza e fidelizzazione».

 

A questo link il testo integrale dell’intervista.


 
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