NEWS



10-01-2019 / 19-01-2019
Ferdinando Aiuti, una vita dedicata a sconfiggere l’AIDS



“Non ricordiamoci che l’AIDS esiste solo in occasione della giornata mondiale dell’AIDS, ma tutto l’anno perché purtroppo il rischio del contagio non è finito”.

Con queste parole, solo un mese fa, il prof. Ferdinando Aiuti inviava il suo messaggio in occasione della Giornata mondiale.

 

La notizia della sua morte ha colpito oggi tutta la comunità scientifica e anche la nostra Associazione, che ne vuole ricordare la competenza, l’umanità verso i malati e la determinazione con cui ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca scientifica sull’AIDS.

Rileggiamo dunque insieme questa sua riflessione per il sito ‘Sanità e informazione’:

«Quest’anno il messaggio del WHO è “conosci la tua situazione”, quindi un invito a fare il test e poi comportarsi di conseguenza. Le persone HIV positive devono sottoporsi alle terapie, ora efficaci e gratuite, usare sempre il preservativo e informare il partner del rischio di contagio in caso di rapporti sessuali non protetti.
La situazione dell’infezione nel mondo e in Italia è migliorata anche se i casi di infezione da HIV sono circa 39 milioni. Il numero delle persone che hanno accesso ai farmaci è di circa 21 milioni: il prossimo obiettivo è di fare arrivare alla terapia il 90% delle persone infette.
In Italia i nuovi casi di infezione da HIV all’anno sono circa 3500 e quelli di AIDS circa 500 in sensibile diminuzione ma sono ancora tanti. Dobbiamo riprendere le campagne d’informazione per evitare di perdere le conquiste finora fatte.
Purtroppo a fronte della diminuzione dei cittadini italiani HIV positivi è aumentato il numero degli stranieri, infatti tra le persone HIV positive una su tre è straniera mentre dieci anni fa erano molto di meno.
Le nuove terapie antiretrovirali sono sempre più potenti e meno tossiche e riescono a contenere la replicazione virale e a potenziare le difese immunitarie nonché a migliorare la vita media degli infetti.
I medici attraverso la diagnostica di laboratorio e poi con le terapie sono stati e saranno ancora fondamentali per controllare l’andamento dell’AIDS.
In Italia abbiamo una rete di counselling e numerosi centri AIDS molto all’avanguardia grazie agli sforzi fatti dagli anni 90 fino al 2010. Poi negli ultimi anni i finanziamenti sono diminuiti e si rischia di perdere quello che è stato seminato allora.
Non ricordiamoci che l’AIDS esiste solo in occasione della giornata mondiale dell’AIDS, ma tutto l’anno perché purtroppo il rischio del contagio non è finito».

 

link intervista/


 
Informativa estesa sull'uso dei cookies