Avis e i Comuni del Forlivese insieme per il volontariato del futuro – protocollo d’intesa 20 novembre 2023

Avis e i Comuni del Forlivese insieme per il volontariato del futuro

Siglato, tra da 13 Pubbliche Amministrazioni e 11 sezioni, un protocollo d’intesa che promuove salute e solidarietà

Avis Forlì è l’unica organizzazione sul territorio nazionale che ha saputo riunire attorno a sé, ad un livello non politico, tutte le Amministrazioni locali del territorio nel comprensorio forlivese, in cui opera attraverso la propria Unità di Raccolta Sangue. Come caso unico in Italia, abbiamo posto le fondamenta di un percorso che guarda al futuro e mira a costruire fin da ora la continuità della nostra azione solidale”. Così Roberto Malaguti, presidente dell’Avis Comunale di Forlì e rappresentante dell’Unità di Raccolta Forlivese, commenta il risultato raggiunto con la firma del protocollo d’intesa siglato dagli Amministratori di 13 Comuni del comprensorio forlivese e da 10 rappresentanti delle sezioni Avis del territorio, alle quali si aggiunge anche il Gruppo Fratres di Premilcuore. Una pietra miliare per la vita associativa delle Avis del Forlivese, che ha avuto il suo suggello lunedì 20 novembre scorso a Borgo Condè.

Cosa prevede il protocollo d’intesa

Il documento sottoscritto dagli Amministratori locali e dai rappresentanti delle sezioni Avis declina sulla realtà locale i contenuti del protocollo d’intesa stipulato da Avis Nazionale e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) il 28 gennaio 2022. Nello specifico, le parti si impegnano su diversi fronti: innanzitutto nell’avviare attività continuative di confronto che rendano stabili il raccordo e le comunicazioni tra il sistema dei Comuni e quello di Avis e Fratres. La collaborazione si estende, inoltre, anche alla promozione, al sostegno e allo sviluppo delle iniziative volte alla crescita della cultura del volontariato – e del dono del sangue in particolare – come “atto di partecipazione alla vita sociale ed educazione alla solidarietà”. Le Pubbliche amministrazioni e le sezioni locali dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue si stringono la mano con l’obiettivo di “intraprendere azioni di informazione che coinvolgano la popolazione, per la diffusione della cultura della salute e della solidarietà attraverso la donazione di sangue ed emocomponenti”, anche tramite l’organizzazione di eventi mirati. La collaborazione investe, infine, le iniziative di comunicazione, finalizzate ad incentivare la cultura della donazione presso Amministratori locali, dipendenti dei Comuni e delle Aziende Sanitarie e giovani maggiorenni, invitati a diventare donatori. Il protocollo d’intesa, che ha durata triennale ma può essere tacitamente rinnovato ogni anno, risponde a un progetto preciso: “Con questa iniziativa – puntualizza il presidente di Avis Forlì, Roberto Malaguti – abbiamo voluto estendere una visione di alto livello anche alle sezioni Avis territoriali e alle aree periferiche del comprensorio, avviando una cooperazione che ha come stella polare la promozione della salute e la coesione sociale”.

I firmatari del documento

A sottoscrivere i contenuti del protocollo d’intesa siglato lo scorso 20 novembre sono stati i rappresentanti di 13 Comuni del Forlivese: per il Comune di Bertinoro ha firmato il documento l’assessora con delega alle Politiche sociali e della salute Silvia Federici; per il Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole, il capogruppo consigliare Daniele Vallicelli; per il Comune di Civitella di Romagna, il sindaco Claudio Milandri; per il Comune di Dovadola, il sindaco Francesco Tassinari; per il Comune di Forlì, l’assessora con delega al Welfare Barbara Rossi; per il Comune di Forlimpopoli, la sindaca Milena Garavini; per il Comune di Galeata, la sindaca Francesca Pondini; per il Comune di Meldola, il sindaco Roberto Cavallucci; per il Comune di Modigliana, il sindaco Giancarlo Jader Dardi; per il Comune di Predappio, il sindaco Roberto Canali; per il Comune di Premilcuore, la sindaca Ursula Valmori; per il Comune di Rocca San Casciano, il sindaco Pier Luigi Lotti; per il Comune di Santa Sofia, il sindaco Daniele Valbonesi. In rappresentanza delle articolazioni locali di Avis e del Gruppo Fratres, hanno siglato l’accordo: Giorgio Mezzanotte (presidente Avis Bertinoro), Roberto Pizzigati (presidente Avis Castrocaro Terme e Terra del Sole), Lucia Masini (presidente Avis Civitella di Romagna), Elisa Giardini (presidente Avis Dovadola), Roberto Malaguti (presidente Avis Forlì), Daniele Boccali (presidente Avis Forlimpopoli), Giuseppe Pierpaola (vice-presidente Avis Meldola), Michela Picchi (presidente Avis Predappio), Matteo Guidi (presidente Fratres Premilcuore), Roberto Mascioli (presidente Avis Rocca San Casciano, Portico e San Benedetto), Claudio Schiumarini (vice-presidente Avis Santa Sofia).

È stata molto importante anche la presenza della Provincia di Forlì-Cesena, che era rappresentata dalla sindaca di Forlimpopoli Milena Garavini.

Il ruolo di Avis sul territorio

A monte della firma del protocollo di intesa con i Comuni del comprensorio forlivese, c’è una solida riflessione sul significato dell’azione svolta da Avis sul territorio di appartenenza. “Rivolgendomi ai rappresentanti delle Pubbliche Amministrazioni – spiega il presidente di Avis Forlì Roberto Malaguti – ho sottolineato la fondamentale funzione di Avis come ente che svolge un ruolo sussidiario e integrativo rispetto alla Sanità pubblica. Rappresentiamo di fatto un presidio medico dove la cittadinanza trova interlocutori sanitari e consulenti di salute. Per Avis, inoltre, il contatto umano nei confronti di tutti coloro che hanno a che fare con la nostra organizzazione è un elemento centrale. In quest’ottica, assume particolare valore la dichiarazione d’intenti sottoscritta con gli Amministratori locali, proprio perché l’Associazione rappresenta un insostituibile presidio sul territorio”. Avis ricopre, infatti, un ruolo essenziale sul fronte della promozione della salute e dei corretti stili di vita e si colloca, nella comunità locale, come attore complementare nell’azione di creazione o mantenimento del benessere che è l’obiettivo perseguito dalle Pubbliche Amministrazioni. Questo è il concetto forte emerso anche nel corso organizzato dalla Scuola Permanente di Formazione Regionale di Avis, dal titolo “Avis: dalla donazione alla promozione della salute”, che si è tenuto il 18 e 19 novembre scorsi al Centro Residenziale Universitario di Bertinoro. Una Pubblica Amministrazione può efficacemente promuovere la “salute” e il “benessere” di una comunità con politiche capaci di incentivare l’attrattività dei territori e l’espansione del tessuto economico locale, di garantire l’ordine sociale, il decoro e di promuovere la prevenzione, la salute e lo sviluppo di una società attiva e incline alla partecipazione. In questo contesto, il ruolo di advocacy svolto da associazioni come Avis ha grande incisività nell’attuare, al fianco degli Amministratori, una sinergia forte sul lungo periodo per la creazione di una società sempre più integrata.

Il punto di partenza per un futuro da costruire insieme

Lungi dall’essere un evento celebrativo, la serata che ha riunito i soggetti firmatari del protocollo d’intesa segna l’avvio di un percorso che guarda già al futuro. “Con l’incontro del 20 novembre – precisa il presidente di Avis Forlì Roberto Malaguti – abbiamo tracciato la linea di partenza dalla quale iniziare a costruire l’associazionismo del futuro: ciascuno degli intervenuti si è assunto un impegno per garantirne la continuità. Non possiamo nasconderci il fatto che alcune sezioni Avis del territorio si trovano in difficoltà per la carenza di volontari giovani. Questo potrebbe avere un riflesso anche nel breve periodo, se si pensa all’appuntamento del rinnovo delle cariche sociali previsto per il 2025. L’accordo con gli Amministratori dei vari Comuni è funzionale anche a sostenerci e facilitarci nel tessere relazioni con altre associazioni del territorio e ad individuare persone motivate ad assumersi l’impegno di portare avanti la vita associativa delle nostre sezioni”. Da ora in avanti, si apre dunque una strada inedita, da scrivere insieme, per continuare a garantire quell’elemento essenziale di presidio della salute sul territorio – attraverso la donazione di sangue ed emoderivati – che è rappresentata dalle Avis.

La mission e i numeri di Avis

Nel portare avanti la sua opera, Avis Forlì tiene sempre come bussola e motore di ogni azione dispiegata sul territorio una sola mission: la promozione della “donazione di sangue intero o di una sua frazione – volontaria, periodica, associata, gratuita, anonima e consapevole, intesa come valore umanitario universale ed espressione di solidarietà e civismo”. L’art. 2, Comma 2, dello Statuto dell’Associazione qualifica il donatore come “promotore di un primario servizio socio-sanitario ed operatore della salute”, capace di diffondere “nella comunità locale i valori della solidarietà, della partecipazione sociale e civile e della tutela del diritto alla salute”. Su questa base, Avis dispiega la sua azione su un territorio di 15 Comuni, nei quali sono presenti 12 sedi associative e 3 punti di raccolta del sangue (l’Unità di Raccolta di Forlì e i Punti di Raccolta di Modigliana e di Santa Sofia). Per poter adempiere al meglio alla sua vocazione solidale e di presidio alla salute, Avis Forlì ha profuso grande energia – ed ha, parallelamente, ottenuto significativi risultati – rispetto all’aumento del numero di donatori e donazioni. Infatti, nell’anno 2022, nel comprensorio forlivese è stata organizzata la raccolta per 5.937 donatori (+3,5% rispetto al 2021). Questi dati hanno un riflesso concreto di inestimabile valore: migliaia di vite salvate e di persone curate da malattie gravi e croniche. In particolare, grazie alla generosità dei donatori, lo scorso anno Avis ha potuto prelevare 8.146 unità di sangue (+3,5% sul 2021), 3.666 unità di plasma (+6% sul 2021) e 79 unità di piastrine. Ma lo sguardo è già puntato verso nuovi obiettivi, che richiedono il massimo impegno: un aumento dei donatori che corrisponda al 6% della popolazione, un incremento della raccolta di plasma tale da garantire l’autosufficienza e la capacità di coinvolgere sempre più volontari, in modo da favorire il ricambio generazionale.

L’accoglienza del protocollo d’intesa

La proposta di rendere operativa sul territorio locale una progettualità di ampio respiro, suggellata dal protocollo d’intesa firmato il 20 novembre, costituisce un gesto forte ed innovativo, che ha generato curiosità e sorpresa da parte dei contraenti. Grande plauso nei confronti dell’operazione è venuto da Maurizio Pirazzoli, presidente di Avis Emilia-Romagna, presente all’evento, che ha sottolineato come la presenza di un Punto di Raccolta sul territorio non coincida solo con l’attività di medici e infermieri, ma anche con l’azione dei tanti volontari che accompagnano e assistono i donatori. Considerando le oltre 300 Avis presenti in regione e il centinaio di Punti di Raccolta attivi, risulta decisivo il servizio di ore/uomo trasferite alla società da parte dei volontari. In rappresentanza dell’Avis Provinciale di Forlì-Cesena, ha partecipato alla serata anche il presidente Lino Morgagni. Da parte delle sezioni Avis del territorio c’è stata la soddisfazione di aver proiettato, anche all’esterno dell’organizzazione, l’essenza di associazione unica e coesa che è propria di Avis. I rappresentanti politici del territorio hanno, invece, preso coscienza diretta e hanno ricevuto una conferma della capillare presenza di Avis, della sua solida organizzazione e dell’entità delle sue diramazioni nel comprensorio. Ne è seguito uno stimolo a lavorare di concerto per ridare nuove forze ad un volontariato che dà un contributo determinante alla tenuta e al benessere del territorio.

 

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